
SAN GIORGIO (23 luglio 2010) di Giampiero Barbato - E' terminato da poco meno di una settimana, ma il Premio Massimo Troisi continua a scatenare polemiche. Ad alzare i toni è stato questa mattina il capogruppo del Pdl Marco Aquilino che ha elencato le criticità della kermesse.
L'incidente. L’edizione appena conclusasi, secondo l'esponente di opposizione, sarà ricordata per l’incidente ai danni di una quarantenne di Portici, precipitata dall’ultimo livello della gradinata dell’Arena Viviani altermine del concerto di Gigi D’Alessio. "Il giorno successivo al concerto si sono avuti numerosi disservizi - dice Aquilino - in quanto è stata dimezzata, per ragioni di sicurezza, la capacità dell’Arena. Divergenze sulle presenze di pubblico, il Sindaco parla di 10.000 spettatori distribuiti nelle 4 giornate, ma tale dato, per il consigliere Di Marco, è inverosimile anche alla luce della riduzione dei posti a sedere in Arena, che ha una capienza massima di 1.200 persone. E’polemica, poi, sui numerosi ticket distribuiti gratuitamente".
Sul piano culturale. La manifestazione, secondo Aquilino, non c’entra nulla con Massimo Troisi, che è un personaggio diverso da quello che si vuole ricordare con la manifestazione che porta il suo nome. Perplessa anche la famiglia Troisi: "Quest’edizione nasce lontano da San Giorgio a Cremano, per cui la città è stata espropriata di quella partecipazione che le apparteneva".
Sull’aspetto finanziario. La Giunta della regione Campania, quest’anno, ha sospeso la delibera per la sovvenzione del Premio Troisi e così il Comune di San Giorgio a Cremano ha finanziato per intero l’evento, stanziando la cifra di €400.000, pari a €100.000 per ogni serata. Notevole, secondo l'opposizione, il cachet per Maurizio Costanzo, direttore artistico della manifestazione. Alla luce di tale investimento, ci s’interroga sul ritorno d’immagine per la città.
Sulla qualità del premio. Gli artisti invitati c’entrano poco con lo spirito della manifestazione. Il Premio deve avere delle sue peculiarità, perché non ha ancora trovato una sua collocazione. A tal proposito, sarebbe opportuno riprendere la tradizione dei cortometraggi. Solita bagarre su chi dovesse ricevere il Cremanum d’argento; non è stata, infatti, una decisione assunta su base culturale e la dinamica con la quale si è arrivati all’assegnazione del premio lascia a desiderare.
Con la riduzione del numero di serate si è dato meno spazio alla comicità, vera essenza della manifestazione.
Le conclusioni. E’opportuno recuperare lo spirito e l’essenza del Premio Troisi, attraverso un maggiore coinvolgimento dei cittadini sul territorio ed evitare, com’è accaduto quest’anno, spese faraoniche. Bisogna ripartire con umiltà dalla gente e fare più cultura…pensando meno all’immagine e più alla sostanza.