Massimo Lopez con "Ciao Frankie" al Premio Troisi

SAN GIORGIO (17 luglio 2010) di Anna Feroleto -  Sulle note di “New York New York”, “O sole mio”e di “My way “ si è conclusa anche la seconda serata del Premio Massimo Troisi. Una location, quella di villa Bruno, gremita di gente, di San Giorgio a Cremano ma accora anche dai Comuni limitrofi per assistere allo spettacolo “Ciao Frankie”. Ad esibirsi sul palco l'attore e comico Massimo Lopez. Un omaggio al grande cantante Frank Sinatra, il cui repertorio musicale è stato rivisitato dall'attore che ha interpretato alcune delle sue più famose canzoni.

Lo spettacolo. Uno show della durata di circa 2 ore intervallato da gag e momenti di intrattenimento comico e imitazioni del folto portafoglio di personaggi che Massimo è solito regalare al suo pubblico: Romano Prodi, il Presidente Berlusconi, Antonio di Pietro, Papa Ratzinger, il cardinale Tonini, Patty Pravo, la Vanoni, Jhonny Dorelli, Mike Bongiorno, riscuotendo un grande consenso da parte del pubblico divertito. Con lui, sul palcoscenico il comico Giuliano Chiarello che lo ha affiancato in alcuni divertenti duetti e la Big Band Jazz Company. Ecco cosa ha detto prima dello spettacolo Massimo Lopez.

L'edizione di quest'anno è dedicata al noto comico Raimondo Vianello, scomparso alcuni mesi fa.

«Lui era una figura indimenticabile – dichiara Massimo Lopez- una persona che col suo carattere, il suo pensiero, la sua ironia poteva permettersi qualunque cosa. Aveva questo senso del contrario che a me piace molto nella comicità. Essere surreali. A me non piace tanto la comicità solo di battute, che possono essere simpatiche, far divertire. Ci sono tanti modi per esprimersi però quelle che preferisco sono le situazioni paradossali, un pò assurde e poi molta classe e di questa Vianello ne aveva tanta. Questo dovrebbe essere di esempio».

Chi era Massimo Troisi.

«Io penso che tra gli amici di Massimo e tutte le persone che l'hanno conosciuto nessuno può dire di averlo conosciuto poco, perchè Massimo non si lasciava conoscere superficialmente. Era una persona aperta, vera, piena di risorse la cui anima si vedeva sempre. Io lo ricorderò sempre per questo».

Qual'è il ricordo più caro che hai di Massimo Troisi?

«Tanti. Ci siamo messi a giocare coi soldatini a casa mia, una sera, in America. Proprio l'anno che doveva operarsi prima di girare il film “Il postino.” Venne a trovarmi. Avevo un appartamentino pieno di giocattoli, flipper. Noi ci sedemmo lì a terra. Con la telecamera facevamo anche i filmati. Ma poi anche i messaggi nelle segreterie telefoniche. Ero geloso perchè lui era più amico della segreteria telefonica mia che non di me. Una volta mi disse che voleva chiedere alla mia segreteria se potevamo uscire, visto che si era creato un certo rapporto con lei».

Cosa pensa del Premio Massimo Troisi?

«Penso che le edizioni di questo premio siano sempre in crescita. È fondamentale che questa rassegna continui a crescere e dia risalto alle novità e ai comici. Credo che possa crescere se soprattutto si continua a credere a questa manifestazione e se si riesce ad individuare un percorso da far fare a queste persone che nascono. Ci sono comici straordinari. Questi non c'erano solo una volta, ci sono anche adesso,ma bisogna coltivarli e non conservarli male».


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